Il gres porcellanato: da rivestimento a piano in cucina

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Giovedì, 28 Gennaio, 2021 - 15:45

Da Arcobaleno, si sa, da sempre abbiamo una venerazione per la stanza da bagno. Oggi però è praticamente impossibile lavorare a compartimenti stagni: gli ambienti sono fluidi e i prodotti si adeguano a questa tendenza, portandoci sempre di più ad avere per le mani soluzioni di arredo che potrebbero essere utilizzate in bagno così come in altri contesti.

Uno dei trend più recenti, ad esempio, è quello che vede l’utilizzo dei rivestimenti in gres porcellanato, prodotto per noi assolutamente familiare, anche come top in cucina.

Il gres diventa quindi una innovativa opzione al “classico” quarzo o alla pietra, andando a ritagliarsi una serie di applicazioni fino ad oggi mai contemplate.

Ma quali sono le caratteristiche hanno portato il gres ad essere protagonista di questa rivoluzione?

Innanzitutto l’estetica. Grazie alle decine di colori e finiture possibili, come ad esempio cemento, marmo, metallo, solid e pietra, il gres risulta essere un’arma preziosa per architetti e progettisti d’interni alla ricerca di combinazioni fantasiose.

In seconda battuta la sua “fisicità”. Il gres, essendo composto da argille, sabbia e altri materiali naturali finemente macinati, pressati e cotti a temperature elevatissime, presenta caratteristiche davvero adatte per il ruolo di piano in cucina: è resistente all’abrasione, non assorbe, non subisce i cambiamenti di temperature e ben sopporta l’attacco di agenti chimici.

E poi c’è il formato. Le grandi lastre che caratterizzano questo materiale (intorno ai 320x160cm), ben si prestano ad essere “stese” sul piano cucina. La possibilità di avere diversi spessori (tendenzialmente dai 6 ai 20 mm) permette inoltre a progettisti e designer di adattare il gres a diversi contesti.

Insomma, una serie di caratteristiche estetiche e funzionali che hanno permesso al gres di “uscire” dalla stanza da bagno per diventare protagonista del centro della casa: la cucina.